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lunedì 13 aprile 2026

Sacralità e metafisica nei romanzi di Francesco Toscano.


Palermo, lì 14 aprile 2026.

Nei romanzi di Francesco Toscano, la sacralità e la metafisica non sono semplici sfondi, ma motori pulsanti della narrazione, specialmente in opere come Condannato senza possibilità d'appello e Malacarne. Il tema centrale è la metempsicosi (reincarnazione), vista come un processo giudiziario e spirituale per la redenzione dell'anima.


Ecco i principali aspetti metafisici e sacri che emergono:


1. La Ruota delle Rinascite e il Karma

Il concetto cardine è che l'anima sia indipendente dal corpo e soggetta a un ciclo di reincarnazioni per espiare le colpe passate.

  • La condanna: In Condannato senza possibilità d'appello, l'anima del protagonista viene giudicata da una Suprema Corte Celeste per aver sterminato la propria famiglia in una vita precedente. La sentenza prevede l'espiazione sulla Terra attraverso tre nuove vite condotte nella preghiera e nella penitenza.
  • Connessione causale: Il bene e il male operati in una vita determinano la qualità del corpo e della sorte nella successiva (es. nascere deformi per espiare un omicidio). Il fine ultimo è il raggiungimento della "scintilla divina" per liberarsi definitivamente dalla materia.

2. La "Macchina della Metempsicosi" e l'Aldilà

Toscano descrive il trapasso come un processo quasi tecnologico e procedurale:

  • Il tunnel di luce: Al momento della morte, l'anima attraversa un tunnel verso una luce splendente, spesso accompagnata da "esseri di luce" o parenti defunti.
  • La macchina: Esiste un vero e proprio "marchingegno della metempsicosi" che seleziona il luogo e la creatura in cui l'anima deve reincarnarsi, operando in una dimensione dove passato, presente e futuro coesistono.
  • Il serbatoio delle anime: Un luogo di transizione e meditazione dove lo spirito metabolizza il trapasso prima della nuova vita.

3. Il Fato e la Memoria dell'Anima

La metafisica si manifesta nel quotidiano attraverso fenomeni paranormali che collegano le diverse esistenze:

  • Sogni e visioni: I protagonisti (come Turiddu in Malacarne o Sara in Condannato) soffrono di incubi realistici che sono in realtà ricordi di vite passate. Turiddu, ad esempio, rivive l'esecuzione sul rogo di frate Romualdo e suor Gertrude avvenuta nel 1724.
  • Determinismo spirituale: In Malacarne, emerge l'idea che l'essere un criminale ("Malacarne") sia un destino scritto nel DNA dell'anima, una sorta di eredità genetica-metafisica da cui è difficile affrancarsi.

4. Giustizia Divina e Figure Religiose

La sacralità è declinata attraverso una commistione di dogmi cristiani e filosofie orientali:

  • La Suprema Corte: La giustizia non è solo terrena (come le indagini di Ascali) ma soprattutto celeste, dotata di giuria, avvocati difensori e pubblici ministeri che valutano la purezza dello spirito.
  • Redenzione e Preghiera: La preghiera è lo strumento per "lenire il dolore arrecato ad altre anime" e avvicinarsi alla "Luce del volto di Dio".
  • Il "Grande Burattinaio": Viene evocata una figura superiore (chiamata anche "Grande Architetto") che coordina il destino degli uomini e la ripopolazione dei mondi.

5. Riferimenti Dottrinali

L'autore ancora queste visioni a una vasta bibliografia metafisica, che include studi sulla reincarnazione nel cristianesimo, il karma, l'antroposofia e le dottrine di Bhaktivedanta. Tutto ciò suggerisce che la struttura dei romanzi sia influenzata da una profonda ricerca teosofica e mistica.

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[Focus sul romanzo] "I ru viddrani", di Francesco Toscano

I ru viddrani


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Elementi che caratterizzano l'opera:


Il romanzo "I ru viddrani" di Francesco Toscano è un'opera definita come "true crime" o giallo, ambientata nel territorio brullo dell'agrigentino, precisamente a Punta Calura. Il titolo si riferisce al termine con cui i protagonisti, i due anziani agricoltori Pina Modica e Peppino Fiorenza, chiamano i propri compaesani ("viddrani", ovvero contadini) in un contesto dominato dalla filosofia del "stai sempre in guardia se non vuoi soccombere".


La Trama e l'Innesco Criminale

La vicenda prende avvio da un fatto di cronaca locale: Domenico (Mimì) Sinatra, un anziano deriso come portatore di sventura, viene derubato di tutto il suo oro e argento dalla sua badante rumena, Ingrid, fuggita con un complice. Su suggerimento dei coniugi Fiorenza, Mimì si rivolge a Don Ciccio "ù pastranu" (Francesco Vassallo), capo della mafia locale, per recuperare il maltolto. Ingrid, rintracciata a Milano dagli uomini di Don Ciccio, offende il boss rifiutandosi di restituire il tesoro, atto che ne decreta la condanna a morte; la donna viene infatti uccisa poco dopo a Palermo.


L'Indagine del Maresciallo dei Carabinieri, Ascali Roberto

L'indagine ufficiale è condotta dal Maresciallo Aiutante, Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza, Roberto Ascali, comandante della Tenenza dei Carabinieri di Punta Calura, un reparto descritto come un baluardo di legalità in un territorio difficile. L'inchiesta riceve un impulso decisivo da un esposto anonimo che segnala la presenza dell'assassino di Ingrid proprio nella giurisdizione di Ascali.


Testimonianze cruciali

Salvatore Crisà, un anziano del luogo, conferma ai Carabinieri che Ingrid viveva da Sinatra; egli, con le sue propalazioni, indirizza gli investigatori sui veri autori del delitto per cui si procede.


La violenza mafiosa

Per mettere a tacere le indagini, la mafia uccide brutalmente Salvatore Crisà, ritrovato in un canneto strangolato con un fil di ferro e con un pezzo di pane duro in bocca (segno punitivo per aver parlato). Successivamente, viene assassinato in un agguato anche il Maresciallo Roberto Rinaldi, membro della squadra di Ascali, reo di essersi avvicinato oltremodo agli autori dell'efferato omicidio del Crisà.


Risoluzione e Verità Svelata

Il punto di svolta arriva quando Marco Guarraggiano ("ù bombetta"), autista di Don Ciccio e testimone dei delitti, sfugge a un attentato durante una faida interna alla mafia e decide di diventare un collaboratore di giustizia ("pentito"). Guarraggiano rivela la verità scioccante: il capo indiscusso del mandamento mafioso di Punta Calura è l'avvocato Carmelo Spatali (nipote dei Fiorenza), che aveva ordinato gli omicidi di Ingrid e del Maresciallo Rinaldi. L'opera si conclude con una vasta operazione di polizia giudiziaria avvenuta all'alba del 21 marzo 2015, che porta all'arresto di Spatali e di altri 30 sodali, smantellando, di fatto, l'organizzazione criminale.


Temi e Riconoscimenti

Il romanzo funge da denuncia contro l'omertà e celebra l'impegno civile dei Carabinieri nel demolire il muro tra giustizia e cittadini in terre difficili. Per la sua qualità narrativa e l'impatto sociale, l'opera si è classificata al terzo posto nel Concorso Letterario Nazionale "La Nostra Terra 2015". [...]




Grazie,

Francesco Toscano
Autore e Editore.


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