Sicilia bedda e amata,cantata e disprizzata...

lunedì 13 aprile 2026

Elementi comuni che contraddistinguono le opere di Francesco Toscano.

Palermo, lì 13 aprile 2026.

Le opere di Francesco Toscano sono caratterizzate da un’identità letteraria molto forte, definita da una serie di elementi ricorrenti che fondono il genere giallo e noir con il "true crime" e l'impegno civile.

Ecco gli elementi comuni che contraddistinguono la sua produzione:


1. Il Protagonista: Roberto Ascali

L'elemento di coesione principale è la figura di Roberto (Lorenzo) Ascali. La narrazione segue la sua crescita professionale e umana: da Maresciallo a capo della Tenenza di Punta Calura fino al grado di Luogotenente Carica Speciale presso il Reparto Operativo di Palermo. Ascali incarna l'archetipo dell'investigatore tenace, acuto e incorruttibile, profondamente dedito al dovere ma dotato di grande sensibilità verso le vittime.


2. Radicamento nel Territorio Siciliano

Le storie sono intrinsecamente legate alla Sicilia, che non funge solo da sfondo ma da "personaggio pulsante". I luoghi simbolo sono:

  • Palermo: descritta nelle sue pieghe oscure, dai quartieri centrali alle periferie come Brancaccio.
  • Punta Calura (Agrigento): un presidio immaginario che rappresenta un "ultimo baluardo di legalità" in territori brulli e difficili. L'uso frequente del dialetto siciliano nei dialoghi conferisce autenticità e realismo alla narrazione.

3. Realismo Procedurale e Ispirazione "True Crime"

Toscano attinge alla sua esperienza nelle Forze Armate per offrire una descrizione meticolosa delle tecniche investigative. Nelle opere compaiono spesso:

  • Documenti realistici: verbali di autopsia dettagliati, trascrizioni di intercettazioni ambientali e telefoniche, e riassunti di interrogatori.
  • Tecniche dell'Arma: operazioni di OCP (Osservazione, Controllo e Pedinamento), l'uso di microspie e il coordinamento tra reparti. L'autore stesso definisce le sue opere come ispirate a fatti di cronaca reale per sensibilizzare l'opinione pubblica.

4. Tematiche Sociali e Criminali Cruente

Le trame affrontano crimini "subdoli e devastanti" che affliggono il tessuto sociale:

  • Cosa Nostra: la criminalità organizzata è una presenza costante, analizzata nelle sue gerarchie e nei suoi affari (droga, armi, pizzo).
  • L'Infanzia Violata: un focus particolare è dedicato al contrasto della pedofilia e dei maltrattamenti sui minori.
  • Usura: descritta come una piaga che colpisce i più vulnerabili, spesso legata a doppio filo con la mafia.

5. Dimensione Umana e Psicologica

Oltre all'indagine, Toscano esplora la sfera privata di Ascali, rendendolo un personaggio vulnerabile e reale. Elementi ricorrenti sono:

  • La salute della moglie: colpita da leucemia, rappresenta il motivo del trasferimento a Palermo e la principale preoccupazione umana del protagonista.
  • Salute e passioni di Ascali: la sua lotta con il diabete mellito, l'amore per il suo cane Ciro e l'abitudine di ascoltare la radio per arricchirsi culturalmente.
  • Approccio psicologico: l'interesse di Ascali per la psicologia (arriverà a laurearsi nella materia) per comprendere meglio le menti criminali e le sofferenze delle vittime.

6. Elementi Metafisici e Destino

In alcune opere (come in Malacarne), emerge una componente legata al fato, ai sogni premonitori e a una sorta di giustizia ancestrale, dove l'anima dei defunti sembra talvolta guidare o ammonire i vivi.

In sintesi, le opere di Toscano sono noir d'inchiesta che uniscono il rigore tecnico del linguaggio giuridico-militare a una profonda denuncia sociale, mantenendo sempre al centro l'umanità dei servitori dello Stato.

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[Focus sul romanzo] "I ru viddrani", di Francesco Toscano

I ru viddrani


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Elementi che caratterizzano l'opera:


Il romanzo "I ru viddrani" di Francesco Toscano è un'opera definita come "true crime" o giallo, ambientata nel territorio brullo dell'agrigentino, precisamente a Punta Calura. Il titolo si riferisce al termine con cui i protagonisti, i due anziani agricoltori Pina Modica e Peppino Fiorenza, chiamano i propri compaesani ("viddrani", ovvero contadini) in un contesto dominato dalla filosofia del "stai sempre in guardia se non vuoi soccombere".


La Trama e l'Innesco Criminale

La vicenda prende avvio da un fatto di cronaca locale: Domenico (Mimì) Sinatra, un anziano deriso come portatore di sventura, viene derubato di tutto il suo oro e argento dalla sua badante rumena, Ingrid, fuggita con un complice. Su suggerimento dei coniugi Fiorenza, Mimì si rivolge a Don Ciccio "ù pastranu" (Francesco Vassallo), capo della mafia locale, per recuperare il maltolto. Ingrid, rintracciata a Milano dagli uomini di Don Ciccio, offende il boss rifiutandosi di restituire il tesoro, atto che ne decreta la condanna a morte; la donna viene infatti uccisa poco dopo a Palermo.


L'Indagine del Maresciallo dei Carabinieri, Ascali Roberto

L'indagine ufficiale è condotta dal Maresciallo Aiutante, Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza, Roberto Ascali, comandante della Tenenza dei Carabinieri di Punta Calura, un reparto descritto come un baluardo di legalità in un territorio difficile. L'inchiesta riceve un impulso decisivo da un esposto anonimo che segnala la presenza dell'assassino di Ingrid proprio nella giurisdizione di Ascali.


Testimonianze cruciali

Salvatore Crisà, un anziano del luogo, conferma ai Carabinieri che Ingrid viveva da Sinatra; egli, con le sue propalazioni, indirizza gli investigatori sui veri autori del delitto per cui si procede.


La violenza mafiosa

Per mettere a tacere le indagini, la mafia uccide brutalmente Salvatore Crisà, ritrovato in un canneto strangolato con un fil di ferro e con un pezzo di pane duro in bocca (segno punitivo per aver parlato). Successivamente, viene assassinato in un agguato anche il Maresciallo Roberto Rinaldi, membro della squadra di Ascali, reo di essersi avvicinato oltremodo agli autori dell'efferato omicidio del Crisà.


Risoluzione e Verità Svelata

Il punto di svolta arriva quando Marco Guarraggiano ("ù bombetta"), autista di Don Ciccio e testimone dei delitti, sfugge a un attentato durante una faida interna alla mafia e decide di diventare un collaboratore di giustizia ("pentito"). Guarraggiano rivela la verità scioccante: il capo indiscusso del mandamento mafioso di Punta Calura è l'avvocato Carmelo Spatali (nipote dei Fiorenza), che aveva ordinato gli omicidi di Ingrid e del Maresciallo Rinaldi. L'opera si conclude con una vasta operazione di polizia giudiziaria avvenuta all'alba del 21 marzo 2015, che porta all'arresto di Spatali e di altri 30 sodali, smantellando, di fatto, l'organizzazione criminale.


Temi e Riconoscimenti

Il romanzo funge da denuncia contro l'omertà e celebra l'impegno civile dei Carabinieri nel demolire il muro tra giustizia e cittadini in terre difficili. Per la sua qualità narrativa e l'impatto sociale, l'opera si è classificata al terzo posto nel Concorso Letterario Nazionale "La Nostra Terra 2015". [...]




Grazie,

Francesco Toscano
Autore e Editore.


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