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lunedì 13 aprile 2026

"Le indagini del Maresciallo Ascali", di Francesco Toscano.


Palermo, lì 10 aprile 2026.

La linea guida che delinea la collana "Le indagini del Maresciallo Ascali" di Francesco Toscano è l'esplorazione realistica e cruda delle "pieghe oscure del tessuto sociale" siciliano, con un particolare focus sulla denuncia di crimini spesso silenti e devastanti.


Ecco i pilastri fondamentali che caratterizzano questa collana:

  • Ispirazione a fatti di cronaca reale: L'autore, Francesco Toscano, attinge alla sua esperienza professionale nelle Forze Armate e come ufficiale di polizia giudiziaria per ripercorrere fatti di cronaca giudiziaria e investigazioni reali. Le opere sono spesso descritte come appartenenti al genere "true crime" o "giallo";
  • Immersione nella realtà siciliana: Le storie sono profondamente radicate nel contesto di Palermo e della provincia di Agrigento (in particolare l'immaginaria o trasfigurata Punta Calura). La città non è solo uno sfondo, ma un personaggio pulsante con tutte le sue contraddizioni e ferite.
  • Tematiche di forte impatto sociale: La collana affronta crimini complessi e ramificati, tra cui:
    • La criminalità organizzata: Il legame costante tra i reati comuni e le ramificazioni di Cosa Nostra.
    • L'usura: Analizzata come un crimine "subdolo" che affligge le fasce vulnerabili.
    • L'infanzia violata: Il Maresciallo Ascali si trova spesso a dirigere pool dedicati al contrasto della pedofilia e dei maltrattamenti sui minori.


  • Il realismo procedurale dell'Arma: Un elemento distintivo è la descrizione meticolosa della quotidianità tesa in caserma e delle tecniche investigative (intercettazioni, OCP - Osservazione, Controllo e Pedinamento). La narrazione mira a mostrare l'impegno degli uomini dell'Arma nel far trionfare la giustizia.
  • L'evoluzione del protagonista: Roberto Ascali (spesso chiamato Lorenzo dagli amici) è ritratto come un investigatore tenace, acuto e incorruttibile. La collana segue la sua carriera e maturazione umana, dal comando della Tenenza di Punta Calura fino al servizio presso il Reparto Operativo di Palermo.


In sintesi, la collana si propone di condurre il lettore nei "meandri oscuri del potere e della disperazione", dove il confine tra vittima e carnefice è spesso sfumato, mantenendo sempre un forte impegno civile e una narrazione tecnica e professionale.

Cordiali saluti, Francesco Toscano.

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[Focus sul romanzo] "I ru viddrani", di Francesco Toscano

I ru viddrani


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Elementi che caratterizzano l'opera:


Il romanzo "I ru viddrani" di Francesco Toscano è un'opera definita come "true crime" o giallo, ambientata nel territorio brullo dell'agrigentino, precisamente a Punta Calura. Il titolo si riferisce al termine con cui i protagonisti, i due anziani agricoltori Pina Modica e Peppino Fiorenza, chiamano i propri compaesani ("viddrani", ovvero contadini) in un contesto dominato dalla filosofia del "stai sempre in guardia se non vuoi soccombere".


La Trama e l'Innesco Criminale

La vicenda prende avvio da un fatto di cronaca locale: Domenico (Mimì) Sinatra, un anziano deriso come portatore di sventura, viene derubato di tutto il suo oro e argento dalla sua badante rumena, Ingrid, fuggita con un complice. Su suggerimento dei coniugi Fiorenza, Mimì si rivolge a Don Ciccio "ù pastranu" (Francesco Vassallo), capo della mafia locale, per recuperare il maltolto. Ingrid, rintracciata a Milano dagli uomini di Don Ciccio, offende il boss rifiutandosi di restituire il tesoro, atto che ne decreta la condanna a morte; la donna viene infatti uccisa poco dopo a Palermo.


L'Indagine del Maresciallo dei Carabinieri, Ascali Roberto

L'indagine ufficiale è condotta dal Maresciallo Aiutante, Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza, Roberto Ascali, comandante della Tenenza dei Carabinieri di Punta Calura, un reparto descritto come un baluardo di legalità in un territorio difficile. L'inchiesta riceve un impulso decisivo da un esposto anonimo che segnala la presenza dell'assassino di Ingrid proprio nella giurisdizione di Ascali.


Testimonianze cruciali

Salvatore Crisà, un anziano del luogo, conferma ai Carabinieri che Ingrid viveva da Sinatra; egli, con le sue propalazioni, indirizza gli investigatori sui veri autori del delitto per cui si procede.


La violenza mafiosa

Per mettere a tacere le indagini, la mafia uccide brutalmente Salvatore Crisà, ritrovato in un canneto strangolato con un fil di ferro e con un pezzo di pane duro in bocca (segno punitivo per aver parlato). Successivamente, viene assassinato in un agguato anche il Maresciallo Roberto Rinaldi, membro della squadra di Ascali, reo di essersi avvicinato oltremodo agli autori dell'efferato omicidio del Crisà.


Risoluzione e Verità Svelata

Il punto di svolta arriva quando Marco Guarraggiano ("ù bombetta"), autista di Don Ciccio e testimone dei delitti, sfugge a un attentato durante una faida interna alla mafia e decide di diventare un collaboratore di giustizia ("pentito"). Guarraggiano rivela la verità scioccante: il capo indiscusso del mandamento mafioso di Punta Calura è l'avvocato Carmelo Spatali (nipote dei Fiorenza), che aveva ordinato gli omicidi di Ingrid e del Maresciallo Rinaldi. L'opera si conclude con una vasta operazione di polizia giudiziaria avvenuta all'alba del 21 marzo 2015, che porta all'arresto di Spatali e di altri 30 sodali, smantellando, di fatto, l'organizzazione criminale.


Temi e Riconoscimenti

Il romanzo funge da denuncia contro l'omertà e celebra l'impegno civile dei Carabinieri nel demolire il muro tra giustizia e cittadini in terre difficili. Per la sua qualità narrativa e l'impatto sociale, l'opera si è classificata al terzo posto nel Concorso Letterario Nazionale "La Nostra Terra 2015". [...]




Grazie,

Francesco Toscano
Autore e Editore.


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