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giovedì 17 settembre 2026

La polvere e il sangue, il nuovo romanzo di Francesco Toscano, a breve in pubblicazione e in vendita presso i migliori store online.

Palermo, 17 settembre 2026.

Un noir etico e viscerale nel cuore pulsante del degrado palermitano

Con "La polvere e il sangue", Francesco Toscano firma uno dei capitoli più intimi, dolorosi e socialmente impegnati dell'intero ciclo investigativo incentrato sul Luogotenente Roberto Ascali (detto Lorenzo). Se nelle opere precedenti ("I ru viddrani", "L'infanzia violata"L'usuraio", "Malacarne", "L'eco del passato") il protagonista si era scontrato con le complesse architetture di Cosa Nostra e con i retaggi metafisici di antichi debiti karmici, in questo romanzo la narrazione compie uno scarto decisivo, calandosi nelle voragini della piaga urbana contemporanea: il mercato devastante del crack, dell'eroina e dello spaccio che divora la gioventù di Palermo.


La trama: dal dramma privato alla caccia alla verità

L'incipit ambienta immediatamente il lettore nell'atmosfera soffocante del secondo piano del Palazzo di Giustizia di Palermo, dove un Ascali ormai prossimo alla pensione e alle prese con la gestione del suo diabete mellito di tipo due coordina la Sezione di Polizia Giudiziaria. Nonostante la serenità ritrovata nella vita privata grazie alla completa guarigione della moglie Aurora dalla leucemia trattata all'ISMETT, ad Ascali manca il lavoro di strada e il contatto diretto con la città.

La routine del sottotetto viene sconvolta dall'ingresso dell'Ispettore Vincenzo Gambino, un collega leccese distrutto dal dolore, che confessa ad Ascali che la figlia diciassettenne Roberta è caduta nella rete della tossicodipendenza nel vano proposito di salvare un giovane di strada. Purtroppo, l'impegno informale di Ascali viene travolto dal tragico destino: Roberta viene trovata morta sul pavimento della sua camera nel quartiere Uditore per un'overdose di eroina "brown sugar".

Il fascicolo viene assegnato al Sostituto Procuratore Francesco Tagliavini, che insieme ad Ascali e alla Squadra Mobile del Commissario Patrizio Finazzo avvia un'indagine serrata. Dalle pieghe dell'inchiesta emerge una mappa spietata del narcotraffico cittadino, dominata dal narco-broker Giovanni Casamento (cresciuto tra il carcere minorile del Malaspina e i vicoli del Capo) e dai suoi luogotenenti: Totò 'ù Nivuru (Salvatore Nigro) e 'ù Centomila, quest'ultimo una figura tragica tormentata dal fantasma di un bambino ucciso anni prima da un suo proiettile vagante.

L'azzeramento interno di Casamento — soppresso dai suoi stessi sodali — innesca una feroce faida di strada, ma la svolta decisiva giunge dalle intercettazioni ambientali al Bar "La Pace" (dove i pusher ammettono la pericolosità della partita di eroina letale) e dalle dichiarazioni spontanee rese al carcere dell'Ucciardone da Rosario La Corte ('ù pampiniedda).


Le tematiche centrali e l'analisi stilistica

  1. Il contrasto tra distacco tecnico ed empatia umana:
    Uno dei punti di forza del romanzo risiede nell'equilibrio con cui Toscano descrive il lavoro di Polizia Giudiziaria. Attraverso i cinquantamila megapixel dei rilievi della Scientifica, la salma della giovane Roberta diventa un "Reperto"; tuttavia, la lente investigativa di Ascali non dimentica mai la dimensione umana della tragedia. L'autore mostra la devastazione psicologica dei genitori — con la madre Sandra che morirà poco tempo dopo per il crepacuore — ponendo l'accento sullo stigma sociale e sul senso di colpa che travolge le famiglie delle vittime.

  2. La geografia criminale e il realismo crudo:
    Palermo non è una semplice cornice, ma un organismo vivo e pulsante. Dalle stanze torride del Palazzo di Giustizia ai catoi del Seralcadio/Capo, passando per i palazzi in cemento dello Sperone e Romagnolo, Toscano descrive con spietata accuratezza i canali di rifornimento dell'eroina (asse Secondigliano-Palermo) e il cinismo dei mercanti di morte.

  3. L'evoluzione di Roberto Ascali:
    Il personaggio di Ascali si conferma una figura straordinariamente tridimensionale. Mettendo da parte la "divisa", Lorenzo agisce spinto da un senso di giustizia profondo e morale. Le sue fragilità fisiche — la misurazione costante della glicemia, la dose di metformina — e la delicatezza del suo rifugio domestico con Aurora e i suoi animali domestici fanno da contraltare alla brutalità dei marciapiedi palermitani.


Perché leggere "La polvere e il sangue"

  • Un noir di denuncia sociale: Il romanzo affronta senza ipocrisie il ritorno dell'eroina e la diffusione del crack tra i giovanissimi, trasformando la fiction in un grido d'allarme reale e toccante.
  • Rigore procedurale ed emotività: La narrazione combina con maestria la precisione degli atti giudiziari (intercettazioni, perizie autoptiche, richieste di rinvio a giudizio) con la tensione drammatica del processo in Corte d'Assise.
  • Scrittura incisiva ed autentica: L'uso sapiente del dialetto nei dialoghi e il realismo delle descrizioni regalano al lettore un'esperienza immersiva ed emozionante.

In conclusione, "La polvere e il sangue" è un'opera potente e commovente, in cui la "polvere" delle sostanze stupefacenti e il "sangue" delle vite spezzate si fondono in un racconto che rende omaggio alla memoria delle vittime e alla determinazione di chi non si arrende all'oblio. Un'opera imprescindibile per tutti gli amanti del noir mediterraneo e del grande romanzo poliziesco italiano.

Cordiali saluti,

Francesco Toscano


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[Focus sul romanzo] "I ru viddrani", di Francesco Toscano

I ru viddrani


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Elementi che caratterizzano l'opera:


Il romanzo "I ru viddrani" di Francesco Toscano è un'opera definita come "true crime" o giallo, ambientata nel territorio brullo dell'agrigentino, precisamente a Punta Calura. Il titolo si riferisce al termine con cui i protagonisti, i due anziani agricoltori Pina Modica e Peppino Fiorenza, chiamano i propri compaesani ("viddrani", ovvero contadini) in un contesto dominato dalla filosofia del "stai sempre in guardia se non vuoi soccombere".


La Trama e l'Innesco Criminale

La vicenda prende avvio da un fatto di cronaca locale: Domenico (Mimì) Sinatra, un anziano deriso come portatore di sventura, viene derubato di tutto il suo oro e argento dalla sua badante rumena, Ingrid, fuggita con un complice. Su suggerimento dei coniugi Fiorenza, Mimì si rivolge a Don Ciccio "ù pastranu" (Francesco Vassallo), capo della mafia locale, per recuperare il maltolto. Ingrid, rintracciata a Milano dagli uomini di Don Ciccio, offende il boss rifiutandosi di restituire il tesoro, atto che ne decreta la condanna a morte; la donna viene infatti uccisa poco dopo a Palermo.


L'Indagine del Maresciallo dei Carabinieri, Ascali Roberto

L'indagine ufficiale è condotta dal Maresciallo Aiutante, Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza, Roberto Ascali, comandante della Tenenza dei Carabinieri di Punta Calura, un reparto descritto come un baluardo di legalità in un territorio difficile. L'inchiesta riceve un impulso decisivo da un esposto anonimo che segnala la presenza dell'assassino di Ingrid proprio nella giurisdizione di Ascali.


Testimonianze cruciali

Salvatore Crisà, un anziano del luogo, conferma ai Carabinieri che Ingrid viveva da Sinatra; egli, con le sue propalazioni, indirizza gli investigatori sui veri autori del delitto per cui si procede.


La violenza mafiosa

Per mettere a tacere le indagini, la mafia uccide brutalmente Salvatore Crisà, ritrovato in un canneto strangolato con un fil di ferro e con un pezzo di pane duro in bocca (segno punitivo per aver parlato). Successivamente, viene assassinato in un agguato anche il Maresciallo Roberto Rinaldi, membro della squadra di Ascali, reo di essersi avvicinato oltremodo agli autori dell'efferato omicidio del Crisà.


Risoluzione e Verità Svelata

Il punto di svolta arriva quando Marco Guarraggiano ("ù bombetta"), autista di Don Ciccio e testimone dei delitti, sfugge a un attentato durante una faida interna alla mafia e decide di diventare un collaboratore di giustizia ("pentito"). Guarraggiano rivela la verità scioccante: il capo indiscusso del mandamento mafioso di Punta Calura è l'avvocato Carmelo Spatali (nipote dei Fiorenza), che aveva ordinato gli omicidi di Ingrid e del Maresciallo Rinaldi. L'opera si conclude con una vasta operazione di polizia giudiziaria avvenuta all'alba del 21 marzo 2015, che porta all'arresto di Spatali e di altri 30 sodali, smantellando, di fatto, l'organizzazione criminale.


Temi e Riconoscimenti

Il romanzo funge da denuncia contro l'omertà e celebra l'impegno civile dei Carabinieri nel demolire il muro tra giustizia e cittadini in terre difficili. Per la sua qualità narrativa e l'impatto sociale, l'opera si è classificata al terzo posto nel Concorso Letterario Nazionale "La Nostra Terra 2015". [...]




Grazie,

Francesco Toscano
Autore e Editore.


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