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martedì 21 aprile 2026

Analisi della struttura narrativa di "Le indagini del Maresciallo Ascali : l'usuraio", di Francesco Toscano.


Palermo, lì 21 aprile 2026.

La struttura narrativa di "Le indagini del Maresciallo Ascali: l'usuraio" di Francesco Toscano si configura come un noir procedurale che fonde il realismo delle tecniche investigative con il dramma umano e sociale della realtà palermitana.

Ecco l'analisi dettagliata degli elementi che compongono l'architettura del romanzo:


1. Cornice Narrativa e Ambientazione

Il romanzo segna un punto di svolta nella saga: il protagonista, Roberto (Lorenzo) Ascali, è stato promosso al grado di Luogotenente e si è trasferito dalla provincia di Agrigento al Reparto Operativo di Palermo. La narrazione è condotta in prima persona, alternando il punto di vista di Ascali con l'inserimento di documenti ufficiali, che conferiscono all'opera un tono da "true crime".


2. L'Incidente Scatenante: La denuncia di usura

La trama prende il via con l'arrivo in caserma di Eduardo Colajanni, un imprenditore di Villabate che denuncia di essere vittima di usura da parte di Ferdinando Cozzolino. Questo evento introduce il tema cardine dell'opera: l'usura come crimine "subdolo" che distrugge le fasce vulnerabili e funge da porta d'accesso per gli interessi di Cosa Nostra.


3. Realismo Procedurale e Tecniche Investigative

Un elemento strutturale distintivo è la descrizione meticolosa delle procedure dell'Arma:

  • Body Phone e Intercettazioni: Per incastrare l'usuraio, Ascali fornisce a Colajanni una cintura dotata di microspia per registrare i colloqui.
  • Servizi di OCP: La narrazione documenta i servizi di Osservazione, Controllo e Pedinamento, gestiti tramite chat di gruppo (WhatsApp) e sistemi di videosorveglianza remota.
  • Documentazione Formale: Il racconto è intervallato da trascrizioni di intercettazioni ambientali e relazioni di servizio, che rallentano il ritmo narrativo a favore di un estremo realismo tecnico.

4. La Sottotrama Umana: La malattia della moglie

La struttura investigativa si intreccia con una forte componente emotiva: la lotta della moglie di Ascali contro la leucemia acuta. Questo subplot non è solo un riempitivo, ma serve a umanizzare l'investigatore, mostrandone la vulnerabilità e la costante tensione tra il dovere professionale e la sofferenza privata.


5. Il Colpo di Scena Centrale: L'omicidio per avvelenamento

La struttura subisce una brusca virata quando Colajanni viene trovato morto sulla spiaggia di Acqua dei Corsari. Qui il romanzo assume toni più cupi. L'autore inserisce un dettagliato verbale di autopsia che rivela una causa di morte insolita per il genere: l'avvelenamento tramite un cocktail micidiale di arsenico, stricnina e composti organofosforici.


6. Ribaltamento della Verità e Risoluzione

La parte finale del romanzo decostruisce le premesse iniziali attraverso due rivelazioni:

  • La farsa dell'usura: Il "pentimento" di Cozzolino rivela che la denuncia di Colajanni era una messinscena per coprire dinamiche mafiose più profonde legate al suo socio, Domenico Fici, un "uomo d'onore punciùtu".
  • Il movente passionale: Oltre agli interessi economici, emerge un movente da noir classico: il tradimento. Fici era l'amante della moglie di Colajanni e l'omicidio è scaturito dalla scoperta di questa relazione.

7. Conclusione: Il trionfo della giustizia e la quiete familiare

Il romanzo si chiude in modo circolare: l'indagine tecnica porta all'emissione di un massiccio provvedimento di fermo il 23 dicembre 2025, azzerando i vertici dei mandamenti coinvolti. L'ultima scena riporta l'attenzione sulla dimensione domestica, con Ascali che trova rifugio e pace nel suo alloggio confiscato alla mafia accanto alla moglie in via di guarigione.

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[Focus sul romanzo] "I ru viddrani", di Francesco Toscano

I ru viddrani


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Elementi che caratterizzano l'opera:


Il romanzo "I ru viddrani" di Francesco Toscano è un'opera definita come "true crime" o giallo, ambientata nel territorio brullo dell'agrigentino, precisamente a Punta Calura. Il titolo si riferisce al termine con cui i protagonisti, i due anziani agricoltori Pina Modica e Peppino Fiorenza, chiamano i propri compaesani ("viddrani", ovvero contadini) in un contesto dominato dalla filosofia del "stai sempre in guardia se non vuoi soccombere".


La Trama e l'Innesco Criminale

La vicenda prende avvio da un fatto di cronaca locale: Domenico (Mimì) Sinatra, un anziano deriso come portatore di sventura, viene derubato di tutto il suo oro e argento dalla sua badante rumena, Ingrid, fuggita con un complice. Su suggerimento dei coniugi Fiorenza, Mimì si rivolge a Don Ciccio "ù pastranu" (Francesco Vassallo), capo della mafia locale, per recuperare il maltolto. Ingrid, rintracciata a Milano dagli uomini di Don Ciccio, offende il boss rifiutandosi di restituire il tesoro, atto che ne decreta la condanna a morte; la donna viene infatti uccisa poco dopo a Palermo.


L'Indagine del Maresciallo dei Carabinieri, Ascali Roberto

L'indagine ufficiale è condotta dal Maresciallo Aiutante, Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza, Roberto Ascali, comandante della Tenenza dei Carabinieri di Punta Calura, un reparto descritto come un baluardo di legalità in un territorio difficile. L'inchiesta riceve un impulso decisivo da un esposto anonimo che segnala la presenza dell'assassino di Ingrid proprio nella giurisdizione di Ascali.


Testimonianze cruciali

Salvatore Crisà, un anziano del luogo, conferma ai Carabinieri che Ingrid viveva da Sinatra; egli, con le sue propalazioni, indirizza gli investigatori sui veri autori del delitto per cui si procede.


La violenza mafiosa

Per mettere a tacere le indagini, la mafia uccide brutalmente Salvatore Crisà, ritrovato in un canneto strangolato con un fil di ferro e con un pezzo di pane duro in bocca (segno punitivo per aver parlato). Successivamente, viene assassinato in un agguato anche il Maresciallo Roberto Rinaldi, membro della squadra di Ascali, reo di essersi avvicinato oltremodo agli autori dell'efferato omicidio del Crisà.


Risoluzione e Verità Svelata

Il punto di svolta arriva quando Marco Guarraggiano ("ù bombetta"), autista di Don Ciccio e testimone dei delitti, sfugge a un attentato durante una faida interna alla mafia e decide di diventare un collaboratore di giustizia ("pentito"). Guarraggiano rivela la verità scioccante: il capo indiscusso del mandamento mafioso di Punta Calura è l'avvocato Carmelo Spatali (nipote dei Fiorenza), che aveva ordinato gli omicidi di Ingrid e del Maresciallo Rinaldi. L'opera si conclude con una vasta operazione di polizia giudiziaria avvenuta all'alba del 21 marzo 2015, che porta all'arresto di Spatali e di altri 30 sodali, smantellando, di fatto, l'organizzazione criminale.


Temi e Riconoscimenti

Il romanzo funge da denuncia contro l'omertà e celebra l'impegno civile dei Carabinieri nel demolire il muro tra giustizia e cittadini in terre difficili. Per la sua qualità narrativa e l'impatto sociale, l'opera si è classificata al terzo posto nel Concorso Letterario Nazionale "La Nostra Terra 2015". [...]




Grazie,

Francesco Toscano
Autore e Editore.


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