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mercoledì 22 aprile 2026

La tragedia deterministica nelle opere di Francesco Toscano.

Palermo, lì 22 aprile 2026.

Nelle opere di Francesco Toscano, la tragedia deterministica si manifesta attraverso una visione del mondo in cui le azioni umane sono pesantemente condizionate da tre forze sovrastanti: il debito karmico (metafisica), l'eredità biologica (DNA) e l'ambiente sociale (degrado). I protagonisti appaiono spesso come pedine di un "Grande Burattinaio", pronti a lottare ma destinati a soccombere a un fato già scritto.



1. Determinismo Metafisico: La Ruota delle Rinascite

L'elemento più evidente è la dottrina della metempsicosi intesa come percorso punitivo e ineluttabile.

  • Sentenze Celesti: In Condannato senza possibilità d'appello, l'anima del protagonista è soggetta al giudizio di una "Suprema Corte Celeste" che decide i termini dell'espiazione. La vita non è libera scelta, ma una "prova di virtù" predeterminata.
  • L'Inevitabilità del Fallimento: Nonostante gli sforzi di redenzione (come nell'incarnazione di Sara Bernabei), il verdetto finale è spesso punitivo a causa di colpe passate. Il destino è una "macchina della metempsicosi" che opera secondo schemi che esulano dall'umana comprensione.
  • Connessione Causale: In Malacarne, il protagonista Turiddu Magrì è tormentato da incubi che sono ricordi di vite passate (esecuzioni sul rogo nel 1724). Il suo destino tragico sembra essere una ricompensa automatica per il male operato in esistenze precedenti.

2. Determinismo Biologico e la "Coazione a Ripetere"

Il concetto di DNA come marchio indelebile attraversa diverse opere, suggerendo che l'indole criminale o la sofferenza siano scritte nelle cellule.

  • Il Marchio del DNA: In Malacarne, Turiddu afferma esplicitamente che essere "Malacarne" è inscritto nel suo patrimonio genetico e nel suo DNA. Questa convinzione annulla ogni reale possibilità di cambiamento, portandolo a morire in carcere e a reincarnarsi in una iena.
  • Ciclo dell'Abuso: In L'infanzia violata, la tragedia è legata alla "coazione a ripetere". Giuseppe Rossi, abusato da bambino da un prete nel 1951, diviene inevitabilmente un abusante in età adulta con le proprie nipoti. La vittima è "costretta" dall'inconscio a rivivere l'abuso dalla parte attiva per sedare la propria sofferenza interiore.

3. Determinismo Sociale: L'Ambiente come Trappola

L'ambiente di crescita (come il quartiere Brancaccio) agisce come una forza che predetermina il futuro dei giovani.

  • Il Destino di Quartiere: Nel saggio "Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?: Che cosa scrivo adesso?", Toscano riflette su come molti ragazzi non riescano ad affrancarsi dal crimine e dalla droga. L'autore stesso mette in dubbio la propria natura, chiedendosi se possieda il "DNA" che contraddistingue un abitante di Brancaccio.
  • Corsi e Ricorsi Storici: Viene citata la teoria di Vico per spiegare come i figli spesso ripercorrano le strade criminali dei padri (come nel caso del panificatore "Luca").
  • La Filosofia della Sopravvivenza: In I ru viddrani, il contesto rurale agrigentino impone una visione del mondo dove "stai sempre in guardia se non vuoi soccombere". L'omertà e la violenza mafiosa sono elementi ambientali che schiacciano chiunque tenti di deviare (come Salvatore Crisà, ucciso per aver parlato).

4. Determinismo nella Fantascienza: L'Umanità Guerrafondaia

Anche proiettata nel futuro o nello spazio, la specie umana non sfugge alla propria natura tragica.

  • Natura Immutabile: In "NAUFRAGHI NELLO SPAZIO PROFONDO : I 12 MARZIANI, GLI ULTIMI SUPERSTITI DELLA SPECIE UMANA", l'umanità sopravvissuta all'Apocalisse terrestre non smette di essere belligerante. La guerra tra coloni lunari e marziani è vista come una conseguenza inevitabile della storia umana.
  • Il Post-Umano: La sopravvivenza richiede di rinunciare alla propria biologia per diventare cyborg, suggerendo che la condizione umana sia intrinsecamente destinata al fallimento o all'estinzione.

In sintesi, la tragedia nelle opere di Toscano è deterministica perché i personaggi, pur lottando per la libertà ("Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso"), si muovono all'interno di binari tracciati da colpe arcaiche, codici genetici e strutture sociali che rendono la catastrofe finale quasi inevitabile.

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[Focus sul romanzo] "I ru viddrani", di Francesco Toscano

I ru viddrani


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Elementi che caratterizzano l'opera:


Il romanzo "I ru viddrani" di Francesco Toscano è un'opera definita come "true crime" o giallo, ambientata nel territorio brullo dell'agrigentino, precisamente a Punta Calura. Il titolo si riferisce al termine con cui i protagonisti, i due anziani agricoltori Pina Modica e Peppino Fiorenza, chiamano i propri compaesani ("viddrani", ovvero contadini) in un contesto dominato dalla filosofia del "stai sempre in guardia se non vuoi soccombere".


La Trama e l'Innesco Criminale

La vicenda prende avvio da un fatto di cronaca locale: Domenico (Mimì) Sinatra, un anziano deriso come portatore di sventura, viene derubato di tutto il suo oro e argento dalla sua badante rumena, Ingrid, fuggita con un complice. Su suggerimento dei coniugi Fiorenza, Mimì si rivolge a Don Ciccio "ù pastranu" (Francesco Vassallo), capo della mafia locale, per recuperare il maltolto. Ingrid, rintracciata a Milano dagli uomini di Don Ciccio, offende il boss rifiutandosi di restituire il tesoro, atto che ne decreta la condanna a morte; la donna viene infatti uccisa poco dopo a Palermo.


L'Indagine del Maresciallo dei Carabinieri, Ascali Roberto

L'indagine ufficiale è condotta dal Maresciallo Aiutante, Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza, Roberto Ascali, comandante della Tenenza dei Carabinieri di Punta Calura, un reparto descritto come un baluardo di legalità in un territorio difficile. L'inchiesta riceve un impulso decisivo da un esposto anonimo che segnala la presenza dell'assassino di Ingrid proprio nella giurisdizione di Ascali.


Testimonianze cruciali

Salvatore Crisà, un anziano del luogo, conferma ai Carabinieri che Ingrid viveva da Sinatra; egli, con le sue propalazioni, indirizza gli investigatori sui veri autori del delitto per cui si procede.


La violenza mafiosa

Per mettere a tacere le indagini, la mafia uccide brutalmente Salvatore Crisà, ritrovato in un canneto strangolato con un fil di ferro e con un pezzo di pane duro in bocca (segno punitivo per aver parlato). Successivamente, viene assassinato in un agguato anche il Maresciallo Roberto Rinaldi, membro della squadra di Ascali, reo di essersi avvicinato oltremodo agli autori dell'efferato omicidio del Crisà.


Risoluzione e Verità Svelata

Il punto di svolta arriva quando Marco Guarraggiano ("ù bombetta"), autista di Don Ciccio e testimone dei delitti, sfugge a un attentato durante una faida interna alla mafia e decide di diventare un collaboratore di giustizia ("pentito"). Guarraggiano rivela la verità scioccante: il capo indiscusso del mandamento mafioso di Punta Calura è l'avvocato Carmelo Spatali (nipote dei Fiorenza), che aveva ordinato gli omicidi di Ingrid e del Maresciallo Rinaldi. L'opera si conclude con una vasta operazione di polizia giudiziaria avvenuta all'alba del 21 marzo 2015, che porta all'arresto di Spatali e di altri 30 sodali, smantellando, di fatto, l'organizzazione criminale.


Temi e Riconoscimenti

Il romanzo funge da denuncia contro l'omertà e celebra l'impegno civile dei Carabinieri nel demolire il muro tra giustizia e cittadini in terre difficili. Per la sua qualità narrativa e l'impatto sociale, l'opera si è classificata al terzo posto nel Concorso Letterario Nazionale "La Nostra Terra 2015". [...]




Grazie,

Francesco Toscano
Autore e Editore.


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